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Ben tornata primavera, anche se...

Come ampiamente risaputo e dimostrato ormai da moltissimo tempo, esiste un rapporto molto stretto tra le modificazioni climatiche legate al cambio di stagione e le condizioni psicofisiche che riguardano, in misura maggiore o minore, ciascun essere umano.

La ragione principale di ciò è che il corpo deve compiere uno sforzo, sia a livello fisico che a livello mentale, per adattarsi ai cambiamenti stagionali.

Tali cambiamenti, inoltre, hanno effetti diversi da persona a persona, con un’influenza maggiore nei confronti di quelle più sensibili come donne in menopausa o persone soggette a sbalzi di umore.

Anche l’arrivo della bella stagione, e in particolare della primavera, produce un necessario riaggiustamento dell’equilibrio psicofisico che l’organismo ha acquisito durante l’inverno.

Le ragioni specifiche che stanno alla base di ciò sono due:

Aumento della temperatura ambientale

Aumento delle ore di luce.

Questi due fattori sono entrambi causa della tipica stanchezza che si avverte nel periodo tra marzo e aprile e che scompare, in modo spontaneo e naturale, verso il mese di maggio.

In modo più specifico, l’aumento della temperatura implica la necessità di smaltire meglio il calore corporeo, soprattutto se si fa attività sportiva. A ciò è strettamente legata la necessità di vestire con indumenti più leggeri e traspiranti che permettono meglio di dissipare il calore accumulato.

La maggior durata delle ore di luce, a sua volta, fa sì che le nostre giornate diventino più lunghe e se durante l’inverno già verso le 17-18 si può quasi considerare conclusa la gamma delle attività che ciascuno di noi mette in atto, in questa stagione tale attività viene prolungata anche fino alle 20 e ciò implica, come diretta conseguenza, una maggiore spesa di energia che ci permette di arrivare fino a fine giornata.

Questi due parametri, però, non producono effetti solo a livello fisico, ma anche a livello psichico.

In questo caso è valido il principio generale secondo cui tutti i cambiamenti legati alla primavera fanno bene all’umore, tant’è che la primavera è per definizione la stagione in cui si esce dal letargo e tutto rifiorisce. Questo discorso è valido anche per l’uomo che inizia a mostrare "un risveglio dei sensi" a cui è associato l’aumento di carica erotica, l’innamoramento, l’aumento dei comportamenti di corteggiamento e anche l’attività sessuale.

A ciò si deve però aggiungere che la primavera può essere anche fonte di evidenti sbalzi di umore per tutte quelle persone affette, per esempio, da depressione stagionale o che si trovano in menopausa che, in questo periodo, possono mostrare con frequenza più elevata sonnolenza, stanchezza e difficoltà di concentrazione.

Un discorso simile vale anche per tutte quelle persone affette da allergie di stagione legate all’aumento dei pollini. Le sensazioni fisiche prodotte dagli allergeni, quali occhi arrossati, naso gocciolante e difficoltà respiratorie, hanno un’influenza diretta anche a livello mentale in quanto causa di difficoltà di concentrazione dato che chi ne soffre è costretto a passare buona parte della giornata a soffiarsi il naso oppure ad utilizzare specifici colliri oppure appositi spray per respirare meglio.

Tutti questi sintomi sono per lo più passeggeri e tendono a stabilizzarsi e a scomparire non appena il corpo si abitua ai suddetti cambiamenti o non appena la concentrazione di pollini nell’aria diminuisce.

Stanchezza, affaticamento, torpore, difficoltà di concentrazione e sbalzi di umore non devono, dunque, destare preoccupazione in questo particolare periodo dell’anno dal momento che rappresentano un naturale adattamento messo in atto dal nostro corpo e dalla nostra mente come risposta a variazioni ambientali.

Rimane vero, tuttavia, che piccoli accorgimenti possono contribuire al raggiungimento di un migliore e più rapido adattamento. Tra questi, quello principale è senza dubbio l’attività fisica che, in qualunque sua forma, permette all’organismo di produrre sostanze chiamate "endorfine" che sono considerate come degli oppioidi naturali prodotti dal nostro corpo e che hanno un effetto benefico sia a livello fisico che psicologico dal momento che favoriscono un miglior tono dell’umore. In questo caso la sola regola è quella di seguire un programma di allenamento graduale, soprattutto se non si è particolarmente allenati. Le attività in spazi aperti sarebbero da preferire rispetto a quelle in luoghi chiusi dal momento che permettono una migliore ossigenazione, ovviamente se non si soffre di particolari allergie che in questo caso potrebbero essere favorite dal contatto con gli elementi presenti nei parchi o lungo i viali.

Altro importante accorgimento è quello di seguire un buon programma alimentare aumentando il consumo di frutta, verdura e acqua e riducendo, di pari passo, quello di proteine (carni) e grassi (condimenti) più adatti alla stagione invernale.

Per concludere può essere utile ricordare che in questo periodo aumenta il consumo di integratori soprattutto come rimedio alla stanchezza e alla spossatezza, ma è importante precisare che i loro effettivi benefici sono limitati dato che tali sintomi non sono legati a specifiche carenze dell’organismo, ma, come detto sopra, ad un riadattamento che l’organismo stesso compie rispetto a variazioni ambientali.

 

 

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