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Vacanze finite... che stress!!!

Lo stress del dopo vacanza, comunemente indicato come stress da rientro, è una sindrome piuttosto recente, figlia della società moderna, ma che sta diventando sempre più diffusa, soprattutto a causa dei mutamenti socio-economici che la civiltà attuale sta vivendo da alcuni decenni a questa parte.

Fino a cinquant’anni fa circa, andare in vacanza rappresentava il raggiungimento di un nuovo status.

L’Italia era uscita dal difficile periodo delle Guerre e, dopo la ricostruzione, si è trovata a vivere lo splendore del boom economico. La differenza tra classe operaia e medio-alta borghesia era ancora notevole, ma le nuove e crescenti richieste di mercato davano un po’ a tutti la possibilità di frequentare i cosiddetti posti di villeggiatura. Dopo un intero anno di lavoro, non erano più solo “i ricchi” a poter trascorrere le ferie fuori città, ma anche chi lavorava come operaio salariato.

Col passare del tempo, le vacanze, soprattutto quelle estive, sono diventate non solo il simbolo di un miglioramento di status, ma una vera e propria necessità, complice anche il diverso stile di vita che ciascun uomo si è trovato ad assumere a causa dei cambiamenti sociali e lavorativi, tanto che ormai sembra impossibile poter rinunciare a crociere, viaggi organizzati, villaggi dotati di ogni confort adatti sia a chi vuole “rimanere in movimento” sia a chi cerca relax e riposo.

 

Non importa quanti giorni si rimarrà lontani dalla città, né conta la meta, l’importante è partire!

Ecco dunque che nell’immaginario collettivo la partenza per le ferie, soprattutto estive, ha finito per assumere un ruolo molto importante rappresentando un periodo di riposo e di completo stacco dalla vita di tutti i giorni e dai ritmi che questa impone.

Accanto a ciò esiste, però, un risvolto della medaglia, quello rappresentato da questa nuova sindrome definita stress da rientro.

La causa principale di tale condizione è il brusco cambiamento di abitudini che si registra quando si ritorna alla routine della vita quotidiana.

Durante il periodo di vacanza, infatti, corpo e mente si abituano e adeguano a tutt’altri ritmi: niente responsabilità lavorative, niente corse per le bollette da pagare, niente sveglia che suona, maggior numero di ore di sonno, pasti più regolari, più tempo da dedicare a se stessi e alle attività che più ci divertono e, in generale, minori preoccupazioni legate alla vita quotidiana.

La fine di questo periodo, ovviamente, rappresenta un’interruzione di questo “stato di grazia” e tutto ciò va a creare uno squilibrio a livello psicofisico che dovrà necessariamente essere ricreato attraverso un nuovo adattamento che necessiterà, comunque, di un certo lasso di tempo per potersi ricostituire.

I sintomi indicativi dello stress da rientro sono decisamente aspecifici, nel senso che possono essere ricondotti anche ad altre condizioni, è quindi importante che si verifichino nel periodo immediatamente successivo alle ferie per poter essere attribuiti a questa sindrome.

I sintomi più frequenti sono: stordimento, calo dell’attenzione, mal di testa, difficoltà digestive, difficoltà ad addormentarsi e/o a rimanere svegli, sbalzi di umore, raffreddore, mal di gola e dolori muscolari. Tutto ciò ha come conseguenza un paradossale senso di stanchezza, impressione di “sentirsi giù”, distrazione, scarsa efficienza, come se dalle vacanze i tornasse più stanchi di prima.

Tali sensazioni sono molto più forti se il ritorno alla vita di tutti i giorni è repentino.

Un aspetto che però deve essere sottolineato è che tale condizione non è una patologia conclamata e quindi non richiede un vero e proprio trattamento, ma è necessario, piuttosto, adottare degli accorgimenti che permettano di ridurre la sintomatologia (che comunque tende a scomparire gradualmente).

Per iniziare può essere utile non tornare a lavoro o alle normali attività in modo brusco, ma prepararsi in anticipo programmando qualche giorno di passaggio tra la vacanza e l’effettiva ripresa. E’ quindi sconsigliabile tornare a lavoro il giorno dopo il rientro. In secondo luogo è importante una ripresa graduale. Questo significa che non si deve avere la pretesa di recuperare tutta la mole di lavoro lasciata in sospeso immediatamente dopo il rientro, ma può essere molto più utile programmare una ripresa graduale attraverso un aumento progressivo del carico di lavoro per esempio partendo dai compiti più leggeri per poi passare, via via, a quelli più impegnativi.

In fine non si deve dimenticare che un altro fattore implicato nella sindrome da stress da rientro è la durata del periodo di ferie/vacanze: tanto maggiore è il periodo di stacco, tanto più la mente e il corpo avranno bisogno di tempo per riadattarsi alle condizioni precedenti e, quindi, più si sta in ferie più tempo occorre per riprendere le normali attività della quotidianità. Potrebbe, quindi, essere importante tener conto di questo aspetto quando si programmano i periodi di ferie o le partenze durante tutto l’anno: ferie brevi, ma più regolari permettono una rigenerazione maggiore e migliore e riducono gli effetti negativi del rientro.

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