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Donne e toy boys: solo una moda?

Dal mondo della musica al cinema, dalle riviste patinate alla vita di tutti i giorni, sempre più spesso si sente parlare di relazioni tra donne “mature”, le cosiddette cougar, e ragazzi di 10, 20 e persino 30 anni più giovani, i toy boys giustappunto.

Tra le pioniere di questo fenomeno possiamo ricordare le celeberrime Demi Moore, Amanda Lear, Madonna, Ivana Trump e molte altre celebrities che sulla loro scia hanno seguito la strada di questo “fenomeno”, ma cosa si nasconde dietro simili relazioni e chi sono le donne e gli uomini coinvolti?

 

Mettendo da parte le ragioni legate ad un mero interesse economico, la risposta più immediata è riconducibile al desiderio di trasgressione, di andare oltre la “routine” dei rapporti di coppia con i propri coetanei, di riprovare sensazioni, in qualche modo, dimenticate.

I toy boys, infatti, possono mostrare quell’entusiasmo e quella passione, sia sotto l’aspetto sessuale che sotto quello della conquista, che gli uomini più adulti hanno accantonato per tutta una serie di ragioni.

Le cougar, dal canto loro, hanno ormai superato quegli imbarazzi e quelle insicurezze che le donne più giovani, ancora oggi, possono mostrare. Si tratta, per certi versi, di donne più sicure di se stesse, più consapevoli del proprio corpo e di ciò che produce loro piacere, non hanno alcun timore di parlare dei loro gusti in fatto di uomini e di sesso, ma sanno ciò che vogliono e come prenderselo. Fisicamente si tratta di donne attraenti, che frequentano palestre e centri estetici, in genere con precedenti relazioni alle spalle, con un buon livello socio-economico e culturale.

Anche i toy boys sono per lo più fisicamente attraenti, palestrati e/o sportivi, non sempre con una posizione economico-lavorativa stabile, ma che hanno, comunque, il desiderio di sperimentare “qualcosa di diverso” o che vogliono mettere alla prova le loro doti di seduttori attraverso la conquista di donne anche molto più grandi di loro.

Scavando un po’ sotto la superficie ci si accorge, però, che non sempre l’ostentazione di tutta questa sicurezza è reale, è, anzi, frequente che simili atteggiamenti siano la maschera di profonde insicurezze personali e/o relazionali mettendo in luce come i due termini entrati ormai a far parte del linguaggio comune siano, in realtà, fuorvianti.

La donna pantera, infatti, impegnandosi in una simile relazione ha solo l’illusione di un legame in cui sia lei a condurre il gioco, perché ciò finisce per creare, sotto certi punti di vista, un rapporto asimmetrico proprio come quello tra mamma e figlio.

Il ragazzo “giocattolo” crede, a sua volta, di “avere in pugno” la situazione grazie alle sue doti amatorie creando una dinamica in cui cerca di compiacere la partner così come si fa con la propria madre riproducendo quel legame perduto con la fine dell’infanzia o che, al contrario, non è riuscito ad avere durante l’infanzia.

Risulta, dunque, evidente che con simili presupposti è difficile aspettarsi che un rapporto del genere possa essere “per sempre”.

Certo non è da escludersi la possibilità che sia l’amore a far nascere una simile relazione, ma in questo caso è molto importante fare attenzione al tipo di investimento perché se la differenza di età tra i due è piuttosto elevata è facile che si perseguano obiettivi diversi e più il tempo passa più tale divergenza può divenire profonda fino alla chiusura della relazione stessa. Se poi è uno solo dei due ad essere innamorato, allora meglio fuggire a gambe levate prima che sia troppo tardi!

In conclusione: Relazione SI se è per desiderio di trasgressione una tantum e “senza impegno”; Relazione NO se si cerca il compagno o la compagna “della vita”.

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Blablalab San Giovanni in Fiore (CS)